La Storia della Parrocchia
 
   " San Nicolò a Mezzomonreale "

La Parrocchia di S. Nicolò a Mezzomonreale fu eretta il 31/3/1810 presso la chiesetta di S. Nicolò  ( accanto alla Villa Sciara - Palagonia ). 
Il Canonico Antonino Mongitore ne " Le Chiese fuori la Città nella campagna " riferisce che: 
" nel luogo del Canonico e Decano della Cattedrale di Palermo  Don Mamiliano Cozzo cominciò una Chiesa dedicata a San Niccolò a 5 novembre 1727 a spese di Don Conte Vallis Generale dell'armi; benedisse la prima pietra detto Decano ed entrambi gittarono la prima pietra con alcune monete correnti. E' lunga palmi 52, cioè palmi 24 sino al cappellonetto e palmi 8 è il cappellonetto, largo palmi 22 ".
Secondo Francesco Lo Piccolo il fondatore fu Don Giovanni Costa, Giudice della Gran Corte, il quale per la particolare devozione al Santo di Bari, volle costruirgli una chiesetta accanto alla sua casina, situata lungo lo Stradone di Mezzomonreale.
Nel 1728 fondò in essa un beneficio semplice di 8 onze annuali, con l'obbligo di celebrare Messa nei giorni festivi e solennizzare la festa del Santo Titolare. Nel 1735 i Padri Pii Operai vi fondarono una Congregazione di giardinieri sotto il titolo della Madonna del Lume e le eressero un altare; il culto vi durò sino al 1800. Nello stesso anno Donna Nicoletta Mazza e Bisso fondò in questa Chiesa un beneficio di 4 onze annuali, con l'obbligo per il figlio, Don Salvatore Bisso, di celebrare 36 Messe l'anno.
Il 15 marzo 1780 l'Arcivescovo Raffaele Mormile, considerato il crescente numero dei borghigiani, elevò la Chiesa a Cappellania Curata e Filiale della Cattedrale.
Il Patronato rimaneva però alle Famiglie  Costa, poi dei Baroni di Valdaura, eredi del Fondatore.
Nel 1801 la regina Maria Carolina, in occasione di un soggiorno nella Villa dei Marchesi di S. Croce ( attuale Ospedale Militare ), assistette alla Messa e volle che fosse elevata a Parrocchia. Un rescritto reale del 12 luglio 1801 la dichiarava Parrocchia indipendente e su proposta di S.E. il Cardinale Gravina Arcivescovo di Palermo del 16/2/1807, con disposizione sovrana del 7/4/1807 si ordinava al Senato di Palermo di dotarla di un congruo assegno. Nel 1807 il Real Dispaccio non aveva avuto ancora esecuzione e fu sostituito da un altro Rescritto, esecutoriato nel 1810.
La Chiesa venne restaurata nel 1890 dal Parroco Riela, che fece apporre il grande orologio sul timpano della facciata.
 I Baroni di Valdaura cedettero al Senato di Palermo il diritto di Patronato il 10 marzo 1810; fu nominata Parrocchia Urbana con Deliberazione del 31 marzo 1810 ed ebbe luogo l'elezione del 1° Parroco con giurisdizione ordinaria. Un Rescritto Reale del 2 Luglio dello stesso anno confermava l'erezione a Parrocchia.
Un diario della vita parrocchiale (dal 1935 al 1973 ), il " Chronicon ", fu compilato con scrupolo e religiosità dal Sac. Giuseppe Cavera. Riporta gli avvenimenti tristi e lieti della Comunità
nel periodo bellico 1940-1945 e quelli del periodo di parrocato del predetto.
Nel mese di luglio del 1939 iniziarono i lavori per la costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale sul terreno del Cav. Alessandro Mastrogiovanni Tasca di Bordonaro, la cui moglie portava il nome di Oliva, in Contrada Camastra.
Il 4 settembre del 1939 il Cardinale Luigi Lavitrano pose " in cornu Evangelii " ( la parte sinistra della Chiesa ) la Prima pietra con Rito Pontificale, nella quale fu inclusa la pergamena di cui diamo il testo:

                                                                                                                               
   Pii Papae XII ab incoato Pontificatu Anno I  
                                                                                                                                                         Victorio Emmanuele III Rege ac Imperatore   
                                                                                                                                             Aloysius Card.Lavitrano Archiepiscopus Panormitanus 
                                                                                                                                           Huius sancti templi quod Divae Olivae Virgini et Martyri 
                                                                                                                                                           felicissimae Urbis Patronae minori 
                                                                                                                        in hortis nobilis ac liberalis viri Alexandri Mastrogiovanni Tasca dicandum voluit 
                                                                                                                               atque peranctis necessitatibus christifidelium in Paroecia S. Nicolai de Bario 
                                                                                                                                in dies succrescentium paterna sedulitate consulens in curialem Ecclesiam 
                                                                                                                                         evehendum decrevit praecibus Parochi D. Iosephi Cavera 
                                                                                                                                   populoque gratulante primum auspicalem lapidem ritu solemni posuit
                                                                                                                                                   Pridie nonas Septembris A.D.  MCMXXXIX  

Nel 1940, resasi insufficiente l'antica Chiesa per l'accresciuto numero della popolazione della borgata, la Parrocchia venne trasferita nella nuova Chiesa di S. Oliva. Continuò ad essere officiata come succursale della Parrocchia fino al 1980.
Gli arredi sacri vennero trasferiti nella Chiesa Parrocchiale. Dopo circa 10 anni di chiusura ed abbandono, crollò il tetto e rimase in piedi soltanto la facciata, dal sobrio paramento ottocentesco in gran parte scrostato ed in parte ricoperto da un pittoresco rampicante che l'ha salvata dal crollo. In seguito al sequestro da parte del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico della Polizia Municipale, l'Assessorato Regionale ai Beni Culturali ne ha curato il Restauro conservativo di somma urgenza nell'anno 2001, lavori che sono stati interrotti.
Si spera poterla rivedere al più presto riaperta al culto.
 

  " San Nicolò in S. Oliva  "    

  I lavori per la costruzione della Chiesa Parrocchiale iniziarono alla fine del mese di Luglio 1939. La pianta ha una lunghezza di m.33 x 13 ed è stata progettata dall' Ing. Arch. Nicolò Scibilia, sotto la direzione dell'Ing. Vincenzo Luparello. Il 28 Settembre 1940 il Cardinale Lavitrano benedisse la nuova Chiesa; la sede della Parrocchia vi fu trasferita assumendo il Titolo di " S. Nicolò in S. Oliva ", mentre la Chiesa di S. Nicolò rimase come filiale.  Le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret ( 1765-1826 ), canonizzata dal Papa Pio XI il 14 Gennaio 1934, offrirono la pala e l'altare laterale dedicato alla Santa. 
Il  2 maggio 1941 fu consacrato dal Vescovo Ausiliare Mons. Gioacchino di Leo il nuovo Altare maggiore, costruito dalla Ditta Durante di Palermo, dono del Conte Alessandro Tasca e della consorte Oliva. Vi fu inclusa la pergamena con il seguente testo:
                                                                                                                                                                                
             
           
                                                                                                                                                               
Anno MCMXLI  die II mensis maii
                                                                                                                                   Ego D. Joachim Di Leo Episcopus Memphys et Auxiliaris Panormi
                                                                                                                                                       consecravi altare hoc in honorem S. Olivae
                                                                                                                                      et Reliquias sanctorum Martyrum Januarii, Clementis, Alexandri,
                                                                                                                                     necnon S. Nicolai de Bario, S. Joachim et S. Euphrasiae Pelletier
                                                                                                                                            in eo inclusi et singulis christifidelibus hodie unum annum 
                                                                                                                                               et in die anniversario consecrationis ipsum visitantibus
                                                                                                                                  quadraginta dies
de vera Indulgentia in forma Ecclesiae consueta concessi.   

L'altare e la balaustra sono stati realizzati dal Prof. Edoardo Costagliola, mentre il Tabernacolo dall'orafo Di Giovanni nel 1949.
Nel 1941 fu completato l'intonaco e collocata la porta del campanile; la Via Crucis, in gesso decorato, acquistata a Parma dal Parroco G. Cavera con le offerte dei parrocchiani, costò Lire 1500. Sull' altare maggiore fu collocata un'Immagine della Madonna di Pompei, opera su compensato del pittore Messina.
Il 13 gennaio 1942 è stato posto in venerazione il Crocifisso ligneo, dono del Sig. Nicolò Tornabene, opera dello scultore Francesco Comploj di Ortisei; il 19 Marzo fu inaugurata la statua di San Giuseppe, costata Lire 1486; il 4 aprile dello stesso anno fu inaugurato il Fonte Battesimale in pietra di Billiemi, con la base in pietra rossa di S. Marco d'Alunzio e il fusto con il serpente che regge in bocca la mela in pietra di Comiso, opera della Ditta Scalisi & Figli di Palermo. Il gruppo ligneo del Battesimo di Gesù è opera dello scultore Comploj, dono del Sig. Tornabene. Il 4 Dicembre 1943 fu inaugurata la Sacrestia. Il 12 giugno 1945 fu scolpita sulla facciata della Chiesa la scritta
" S. OLIVAE DICATUM " e il 31 luglio fu consacrato l'Altare dell'Immacolata, il cui simulacro proviene dalla Cappella Lo Vico. Il 18 marzo 1948 Mons. Giovanni Rizzo, Vescovo Ausiliare di Palermo, benedisse  la statua lignea di S. Nicolò di Bari, opera dello stesso Comploj. La prima Festa del Santo fu celebrata nel mese di Dicembre.
Dal novembre 1949 al febbraio del 1950 fu costruito il Campanile dal Genio Civile di Palermo, dotato di tre campane, provenienti dalla vecchia Chiesa e da quella del Crocifisso ( di fronte Via Tasca Lanza ).
Nel 1954 fu inaugurato il Salone Parrocchiale e riaperta la chiesetta di Pietratagliata. A partire dal 1958 fu celebrata dal Cardinale Arcivescovo la Stazione Quaresimale, con la Via Crucis, il Rosario, il canto delle Litanie dei Santi e della Compieta, la Benedizione Eucaristica. Nel 1959 fu sostituito il vecchio soffitto di canne e lastre di eternit; nel 1960 l'Arcivescovo Cardinale Ernesto Ruffini arricchì  la Chiesa di marmi e del nuovo Battistero.
Nel 1966 furono benedette due nuove campane fuse nella Fonderia Mario Virgadamo di Burgio.
  

    La Parrocchia di " S. Oliva "  

Nell'anno 1983  entrò in vigore il nuovo Codice di Diritto Canonico e la Legge del 20 Maggio 1985 n.222 all'art.29 previde che l'Ordinario Diocesano determinasse la sede e la denominazione delle Parrocchie. Pertanto a partire dal 1986 la Parrocchia prese la denominazione di " S. Oliva ".
A partire dal 1965 il Sacerdote Carlo Di Vita, ordinato nel Luglio del 1964 è
assegnato come Vicario cooperatore del Parroco Sac. Giuseppe Cavera, nella Parrocchia di S. Oliva.
 Si inserisce nella Comunità, stabilendo un rapporto immediato con tutti: ragazzi, adulti, anziani, famiglie, comunicando insieme al suo entusiasmo, semi di fede e di carità, che coinvolgono anche molti “lontani”.
Su richiesta del Parroco Padre Cavera presta la sua opera sacerdotale nella vicina Chiesetta di Pietratagliata (non ancora Parrocchia).
La sua attività pastorale è impostata condividendo nel pieno rispetto quella dell'anziano Parroco Cavera e nello stesso tempo accogliendo gli stimoli e le nuove esigenze presenti nella Comunità. Si iniziano varie forme di animazione e di formazione catechetica: preparazione dei bambini alla Prima Comunione, animazione liturgica, incontro di ragazzi, di adolescenti e di famiglie. Nel 1973 il Card. Pappalardo lo nomina Parroco della Parrocchia di S. Oliva.
Si sviluppa così l'azione pastorale catechetica intrapresa, orientata a tutte le fasce di età. Si attivano iniziative che coinvolgono più persone possibili perché facciano esperienza di comunione e di fede: proiezione di film per i ragazzi la domenica pomeriggio, cineforum per gli adulti, costruzione del Campo Buon Pastore, acquisto di un pullman per le gite, viaggi, campeggi estivi a Castelbuono, oratorio dei bambini.
Nel giugno 1982 il Card. Pappalardo nomina Parroco di S. Oliva, Padre Mariano Lo Coco di Bagheria, che incontra difficoltà di inserimento. La Comunità, pur nel suo lungo cammino di crescita non ha raggiunto ancora quella maturità che consente di cogliere nella diversità del nuovo parroco, il “nuovo” Pastore che il Signore assegna a quel gregge per la reciproca santificazione. Padre di Vita continua ad affiancare con spirito di collaborazione Padre Lo Coco, che, avvertendo l'esigenza della Comunità di continuare a cercare Padre Di Vita, è poco presente. Tuttavia con fatica inizia la sua opera pastorale, rispettando quella iniziata dal suo predecessore, sia nel campo liturgico che formativo e culturale. Ripete l'esperienza del campeggio a Castelbuono per i bambini del catechismo e rinnova l'iscrizione all'associazione A.N.S.P.I. Accoglie con entusiasmo la presenza dei Missionari Comboniani di Messina, facendo incontri e celebrazioni nei condomini e cercando di coinvolgere i giovani. Notando la dispersione di buona parte della comunità, con decisione sofferta comunica, durante un'assemblea parrocchiale da lui voluta, che per il bene della comunità stessa, decide di andare.
Nel settembre 1983 viene nominato nuovo Parroco Padre Salvatore Grimaldi. Anche lui trova difficoltà nell'inserimento della parrocchia. La Comunità avverte il disagio dei precedenti cambiamenti. All'inizio della sua azione pastorale continua l'opera dei suoi predecessori, inserisce inoltre il gruppo scout, che prima era autonomo, nell'associazione AGESCI, continua le attività teatrali e ricreative, feste di carnevale con serate danzanti, campeggi ecc. Ma alcuni orientamenti innovativi non hanno trovato apprezzamento in buona parte della Comunità.
Nell'anno 1986 è nominato Parroco Padre Francesco Allegra, che prende consapevolezza della Comunità divisa e dispersa e con coraggio, energia e decisione inizia la sua azione pastorale, curando in modo particolare la preghiera personale e comunitaria, la preparazione liturgica (corso liturgico), il coro parrocchiale, le varie catechesi in preparazione ai sacramenti, la formazione di gruppi catechetici per fasce di età, le missioni nelle Famiglie e nei condomini, tornei sportivi, qualche gita e qualche viaggio ecc.
Accoglie l'iniziativa di Missioni Popolari "capillari" proposta dal Diacono Trentacosti, coinvolgendo molti giovani e adulti della Comunità.
Apporta modifiche alla Chiesa per il rinnovamento liturgico Conciliare: abolisce l'altare maggiore con la balaustra di marmo bianco che delimita il presbiterio, abolisce l'altare dell'Immacolata con la relativa balaustra, per sistemarvi il coro e l'organo, ristruttura parte della Casa parrocchiale, creando classi per il catechismo e un ambiente al primo piano per sua abitazione. Durante il suo apostolato nascono le due nuove Parrocchie: nella vicina Pietratagliata e nella zona Calatafimi alta quella di S. Basilio.
Per dare vita a queste due Parrocchie ha mostrato molta decisione ed energia nei confronti dei Parrocchiani che risiedevano in quelle zone. Dopo circa sei anni la Comunità comincia a ricomporsi, ad ampliarsi ed è sensibile e disponibile, ma tre anni prima della conclusione dei suo mandato, Padre Allegra accetta di essere trasferito in altra Parrocchia.
Nel settembre 1991 è nominato, in solidum Parroco di S. Oliva Padre Gaetano Tulipano, della vicina Parrocchia di S. Basilio: il suo impegno pastorale non gli consente ai essere molto presente e la comunità e supportata dalla presenza di Padre Mariano.
Nel settembre1991 viene costituito il solidum tra le parrocchie S.Oliva, S.Basilio e SS.Crocifisso. Come Coordinatore viene nominato Padre Gaetano Tulipano.
I Sacerdoti delle tre Parrocchie sono corresponsabili dell'azione pastorale delle stesse. Gli impegni pastorali non consentono a Padre Tulipano di essere molto presente e la Comunità è supportata dalla presenza di Padre Mariano Graziano, ordinato Sacerdote il 12 aprile dei 1991. Padre Mariano Graziano, Parroco in solidum, segue inoltre con molta attenzione i lavori di tre cantieri scuola, richiesti ed assegnati durante il mandato di padre Allegra per il rifacimento del pavimento della Chiesa.
Continua la sua assidua presenza per l'anno successivo, sostituendo padre Tulipano, che ritorna alla Parrocchia di S. Basilio, sempre come Parroco in solidum e Coordinatore.
Sciolto il solidum, Il 15 dicembre 1993 viene nominato Parroco di S. Oliva Padre Mariano Graziano.
La Comunità ha subito la percezione di avere avuto in dono un Sacerdote, uomo di preghiera e con spiccata attenzione alle povertà e alle sofferenze umane.
La sua Pastorale è molto cauta, vaglia con attenzione le varie attività presenti in Parrocchia o nuove proposte, senza lasciarsi prendere dall'impulsività. Aspetta che maturino i tempi per realizzare progetti che gli stanno a cuore ( Caritas, Casa famiglia, e un luogo dove potere fare incontri di spiritualità e di fraternità). Cura la pastorale giovanile, con ritiri, campi- scuola, oratorio, cercando di coinvolgere adulti e famiglie. Riesce ad ottenere l'affidamento di locali nel Comune di Prizzi, che consentono di far fare esperienza di vita comunitaria, in fraternità e spiritualità, a vari gruppi parrocchiali e con particolare attenzione ai giovani. Questa esperienza viene anche ripetuta nella sua abitazione dì Bolognetta. Per l'accoglienza di anziani e persone sole, nella Casa parrocchiale realizza il Centro Sociale, ricavato da un ambiente molto disastrato.
Sollecita e approva l'iniziativa del progetto "Costellazione" presentato al Comune di Palermo, del quale hanno beneficiato soprattutto gli anziani, coinvolgendo con gemellaggi altre Comunità. Migliora le condizioni strutturali della Chiesa, del salone parrocchiale e della Casa canonica. Le aule del Catechismo vengono rinnovate con nuovi tavoli, idoneo impianto elettrico, riscaldamento, tende; particolari che le rendono più confortevoli e più accoglienti.
Nella Casa Canonica  ricava un ulteriore ambiente per ospitare Sacerdoti di passaggio.
Dall'anno 2000 rende più accogliente l'Aula Ecclesiale: essa viene tinteggiata, adornata con pitture raffiguranti la Natività e la Pietà ( poste sulla parete di fondo ); una nuova via Crucis su vetro ; l'antiporta viene decorata con riproduzioni di Icone ( l' Ascensione, la Pentecoste, la Dormizione della Vergine) e 4 Sante Siciliane e Patrone di Palermo  ( Agata, Lucia, Rosalia, Oliva ); sulle lesene vengono collocate le Icone dei 12 Apostoli e sull'altare dedicato
a  S. Giovanna Antida Thouret ( il cui quadro era molto deteriorato per vistose cadute di colore ) viene posta l'Icona del Padre.
Gli infissi delle finestre, dotate di semplici vetri colorati, vengono rifatti ( la prima a sinistra riproduce il Battesimo di Gesù ) e sull' oculo posto in alto sulla porta d'ingresso è collocata una vetrata riproducente un rosone.